Geositi e Geoconservazione - Geosinis

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Geositi e Geoconservazione

Geositi

Lo scopo della Geoconservazione è la tutela del patrimonio geologico cioè dei Geositi.
Per assolvere a tale scopo è importante promuovere: una cultura geologica della prevenzione, la sensibilizzazione ad un uso più sostenibile delle risorse naturali non rinnovabili, l'educazione alla sostenibilità ambientale per rafforzare cambiamenti nelle conoscenze e negli stili di vita.
Secondo vari Autori (Reynard et al., 2005; Hose, 2012) la Geoconservazione comprende l'insieme di tutte quelle disposizioni legislative, strumenti amministrativi, misure e tecniche di analisi, gestione e valutazione, comprensive di eventuale recupero e riqualificazione, che hanno come obiettivo la protezione del patrimonio geologico dal degrado, deterioramento e perdita.


Obiettivi e principali settori di azione e di ricerca della Geoconservazione (modificato da Henriques et al., 2011)

 

Geoonservazione di base

Geoconservazione applicata

Applicazioni di tecniche per la Geoconservazione

Obiettivi

Classificazione e conoscenza del Patrimonio geologico della Terra

Conservazione e tutela del patrimonio geologico della Terra

Valutazione e valorizzazione del Patrimonio geologico

Princiapali campi di azione e ricerca

  • Approvare obiettivi e metodi, produzione e validazione delle conoscenze;

  • Realizzare inventari e procedure di valutazione sull'implementazione e successiva conservazione, valutando e monitorando il patrimonio geologico

  • Stabilire relazioni con altre discipline di Scienze della Terra con un approccio interdisciplinare ed olistico;

  • Provvedere ad una conoscenza rilevante ed integrarne il significato con altre discipline, specialmente Geografia e Geologia (incluso la Geologia Ambientale)

  • Adoperare e produrre specifiche conoscenze di natura tecnica, permettendo così di stabilire forti connessioni con la società;

  • Portare aventi una produzione di materiali, metodologie e/o servizi scientifici utili per la società.


Possiamo applicare i suddetti obiettivi e principi alle grotte di San Giorgio Lucano e Senise che oltre a rappresentare una fonte di attrattività turistica, possono costituire un elemento di criticità in relazione alla programmazione di interventi di pianificazione urbanistica nei centri storici. Infatti essendo ubicate ad una profondità generalmente modesta, possono interagire con le opere di urbanizzazione, creando vincoli, difficoltà tecniche ed aggravi economici nella realizzazione di nuove opere in superficie e in sotterraneo. In definitiva, la presenza di cavità pùò condizionare la sicurezza di ampie aree degli stessi centri storici.
Las maggior parte delle grotte sono potenzialmente a rischio idrogeologico ed almeno il 50% di queste possono presentare principalmente fenomeni di crollo dalle volte e dalle pareti sia interne sia esterne.
Tutte le azioni che turbano gli equilibri naturali di un ammasso naturale, quale può essere un versante, una parete rocciosa, una volta di cavità sotterranee, provocandone lo spostamento sotto l’azione della gravità, costituiscono le cause dei fenomeni franosi.
Queste possono essere distinte in:
a) Cause strutturali o predisponenti;
b) Cause occasionali o determinanti che possono ulteriormente essere distinte in naturali ed artificiali.
Le cause strutturali o predisponenti sono quelle connesse ai fattori geologici, morfologici, idrogeologici, quali la forma e le dimensioni dei corpi geologici, i rapporti con quelli adiacenti, i tipi litologici, la giacitura degli strati, lo stato di fratturazione, l’alterazione delle rocce, la permeabilità, la pendenza, ecc...
Le cause occasionali o determinanti sono quelle che determinano l’alterazione degli equilibri naturali, in conseguenza alla sfavorevole combinazione di più fattori.
In generale l’equilibrio può essere alterato da aumento del peso specifico apparente, da aumento del carico, da aumento dell’acclività, da sollecitazioni dinamiche (sisma, traffico, lavori edili di escavazione non manuale), da variazioni delle pressioni neutre, da diminuzione della coesione o da dimunzione dell’attrito tra zona alterata e substrato roccioso oppure al contatto stratigrafico o tettonico, tra corpi geologici, ecc.. (Cascini, Versace, 1987; Esu, 1973; govi et alii, 1985; Paoliani, Santoro, 1980).
Le conseguenze di queste azioni si traducono in aumento delle tensioni tangenziali o in diminuzione delle resistenze al taglio. Gli incrementi delle tensioni si realizzano mediante la modificazione della geometria dell’ammasso, per erosione naturale o scavi artificiali, con la costruzione di manufatti o con l’incremento delle pressioni neutre, a loro volta condizionate da azioni sismiche.
Nel caso degli scavi gli incrementi delle tensioni possono innescarsi in corrispondenza di discontinuità preesistenti come la fratture dell’ammasso.
nella fattispecie delle grotte le cause strutturali o predisponenti sono identificabili principalmente nei seguenti fattori:
-  giacitura degli strati - la giacitura a franapoggio degi strati inducono sulla volta e sulle pareti del cavo ulteriori pressioni che vanno a sommarsi a quella geostatica;
-  presenza di fratture nell’ammasso – rappresentano zone di debolezza dove le resistenze si annullano a favore delle condizioni di rottura;
-  caratteristiche geotecniche dell’ammasso – le Sabbie di Aliano e di San Giorgio Lucano sono caratterizzate da condizioni litologiche interne discontinue, quali strutture sedimentarie, grado di cementazione, presenza di fossili, grado di umidità, che rendono l’ammasso non omogeneo dal punto di vista geomeccanico.
Le cause occasionali o determinanti vanno riconosciute nelle condizioni al contorno sfavorevoli rispetto a quelle strtturali:
- Scavo della grotta – gli scavi nel sottosuolo inducono sollecitazioni al contorno e la conseguente alterazione dei parametri  di resistenza intrinseci;
- Infiltrazioni occasionali di acqua - in occasione di eventi pluviometrici abbondanti attraverso discontinuità nel manto stradale o nella rete fognante, aumentano il grado di saturazione e le pressioni neutre con una diminuzione delle tensioni efficaci nei terreni;
- Azioni dinamiche (vibrazioni) – indotte da
▪ traffico autoveicolare - (soprattutto autocarri);
▪Lavori edili di scavo per la realizzazione ed eventuale manutenzione  dei sottoservizi;
- Carichi permanenti – i fabbricati trasmettono carichi ai terreni di fondazione con incremento delle sollecitazioni  nel caso in cui nel sottosuolo vi siano vuoti.
- Carichi accidentali – quelli trasmessi dai veicoli in transito (soprattutto quelli più pesanti) incrementano l’aliquota della tensione geostatica.
Le sollecitazioni indotte nel sottosuolo dall’azione combinata dei suddetti fattori possno determinare condizioni al contorno favoreli al possibile innesco di fenomeni di dissesto idrogeologico quali appunto il crollo nelle volte delle grotte.
Le vibrazioni indotte da traffico veicolare o lavori edili di scavo con mezzi meccanici possono causare disagio ed, in alcuni casi, anche danni ai manufatti.
L’insorgenza di danni è correlata alla “sensibilità” dei fabbricati e delle strutture in generale alle vibrazioni, ovvero alla resistenza degli elementi strutturali ed architettonici e delle fondazioni.
Per perseguire i principi di Geoconservazione e di Geovalorizzazione delle grotte è indispensabile che gli enti preposti alla pianificazione territoriale e trutistica, ne riconoscano innanzitutto l'interesse pubblico e le inseriscano in un programma di tutela, gestione e riqualificazione, con particolare attenzione sia al patrimonio geologico sia a quello antropico in quanto depositari di valori scientifici, ambientali, culturali e turistico-ricreativi, garantendone la conservazione anche attraverso provvedimenti specifici diretti ad impedirne il degrado, la distruzione, l'ostruzione, il danneggiamento, il deturpamento e l'inquinamento, al fine di permetterne la corretta fruizione.

 
Tel/Fax: 0973.585675 - Cell. 320.1731653
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