Geositi del Sinni - Geosinis

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Geositi del Sinni

Geositi
I Geositi della media Valle del Sinni
I Paesaggi Geologici della media Valle del Sinni
1. Geosito "Tronchi di Pietra"
Posizione geografica coord. UTM 33N - WGS84:
614890 E;
4449087 N;
Quota 246 m s.l.m.
Descrizione:
Il geosito è ubicato nel Comune di Senise (PZ) a valle della Diga di Montecotugno. Si accede dal km 52+000 della S.S. 653 Sinnica e si prosegue risalendo verso il fianco destro dello sbarramento artificiale.
Nel sito affiorano sabbie e arenarie depositate in ambiente di mare basso, di transizione, allorquando nel Pliocene superiore si impostò sul margine esterno del Bacino un sistema deltizio, alimentato da NE, che venne rapidamente disattivato a seguito del sollevamento del mare che tra l'altro determinò la sommersione della Dorsale di Valsinni.
Le arenarie, organizzate in pacchetti tabulari intercalati alle sabbie, hanno assunto nella parte esposta agli agenti atmosferici un colore brunastro ed un profilo rotondeggiante e rugoso che le rendono simili a tronchi di alberi. Nelle arenarie sono conservate tracce di vita dei molluschi che popolavano i fondali marini pliocenici.
Per caratteri strutturali e deposizionali i depositi pliocenici affioranti in quanto successioni di margine di un bacino di thrust-top possono contribuire alla comprensione dei meccanismi di interazione tra deformazioni tettoniche e variazioni relative del livello del mare connesse al glacio-eustatismo (Patacca e Scandone, 2001). La particolare forma delle arenarie conferiscono al sito una notevole valenza Scenico-Estetica difficilemnte riscontrabile in altri ambiti della Catena Appenninica. Per caratteristiche stratigrafiche e contenuto paleontologico dal punto di vista Didattico-educativo l'affioramento rappresenta ambienti marini di mare basso con depositi che presentano forme di stratificazione incrociata e tracce di vita diffusi su tutta la Catena Appenninica.
2) Geosito "Biancane del Sinni"
Posizione geografica coord. UTM 33N - WGS84:
609632,90 E;
4451969,29 N;
Quota 280 m s.l.m.
Descrizione:
Il geosito è ubicato al confine tra i Comuni di Senise e Sant'Arcangelo in Provincia di Potenza. Si accede dalla S.S. 92 in corrispondenza dell'uscita per Roccanova al km 121+000.
Rappresentano caratteristici fenomeni erosivi nella Formazione delle Argille marnose grigio-azzurre del Bacino di Sant'Arcangelo. I depositi argillosi per caratteristiche stratigrafiche e per il contenuto in macrofossilli (Ditrupa sp., scafopodi, bivalvi e gasteropodi) testimoniano un ambiente di sedimentazione di piattaforma per decantazione in acque tranquille lontane dalle sorgenti di prodelta. I calanchi sono forme digitate di erosione lineare veloce mentre le biancane sono forme residue della dissezione trasversale degli interfluvi verso valle. Le Biancane si presentano come rilievi cupoliformi alti anche 10 m, caratterizzati da croste biancastre formate da spinti processi di essiccamento e imbibizione (ciclo giorno-notte) sulle argille.
Le argille di piattaforma e le forme calanchive che ne sono peculiari sono molto diffuse sull'intera Catena Appenninica ed in particolare si possono considerare in continuità ambientale con i "Calanchi di Montalbano Jonico".
 
3) Geosito "Timpe di Sabbia"
Posizione geografica coord. UTM 33N - WGS84:
606386,23 E;
4448426,74 N;
Quota 570 m s.l.m.
Descrizione:
Versanti a morfologia subverticale scolpiti in corrispondenza di lineamenti tettonici generati dalla deformazione pleistocenica del Bacino di Sant'Arcangelo. Le pareti sono costituite da depositi conglomeratici, sabbiosi e argillosi in eteropia di facies ad immersione S-SO, distribuiti lungo una dorsale delineata da SO verso NE e rappresentativi di quattro associazioni di facies presenti all'interno della Formazione delle "Sabbie di Aliano": una litofacies conglomeratica, affiorante a sud di Senise e costituita da conglomerati sabbiosi, matrice e clasto-sostenuti, con stratificazione incrociata concava, obliqua e piano parallela; le litofacies arenacea, arenaceo-argillosa e argillosa caratterizzano un ambiente deposizionale deltizio disposte in alternanza a formare più sequenze deposizionali di tipo coarsening upward.
Le profonde modificazioni morfologiche nonchè l'effetto sull'assetto geostrutturale delle sequenze terrigene affioranti causate dalle varie fasi di sollevamento della Dorsale di Valsinni sono difficilmente riscontrabili nelle stesse condizioni in altri siti della Catena Appeninica e dello stesso Appennino Lucano. Lo scenario surreale determinato dall'assetto morfostrutturale a versanti ripidi, comunemente definito "lunare", condizionato da una vegetazione di tipo macchia mediterranea scarsamente estesa, consente di riconoscere al territorio una importante valenza Scenico-Estetica. Le estese esposizioni su versanti ripidi privi di vegetazione permettono la ricostruzione chiara e completa dei rapporti di facies tra le sequenze terrigene regressive affioranti nonchè risulta facile rilevare gli effetti del tilting, sulle stesse sequenze, causato dalle varie fasi di sollevamento della stessa Dorsale di Valsinni. La capacità di lettura dei fenomeni offerta dagli affioramenti è difficilmente riscontrabile con tale chiarezza in altri ambiti simili della Catena Appenninica.

4) Geosito dei "Fiumi a Castello" di Serra Cerrosa
Posizione geografica coord. UTM 33N - WGS84:
599218,02 E;
4438614,70 N;
Quota 380 m s.l.m.
Descrizione:
Il Geosito è ubicato nel Comune di Fardella, in sinistra idrografica del Fiume Sinni ed è osservabile dalla S.S. 653 Sinnica al km 28+700. Il versante di Serra Cerrosa che lo ospita mostra gli effetti della sedimentazione post-tilting causata dal sollevamento della Dorsale di Valsinni.
La completa emersione della dorsale, seguita dal tilt verso SO delle sequenze terrigene del Bacino di Sant'Arcangelo determinarono la formazione di ristrette aree subsidenti lungo il margine Sud-occidentale nelle quali si sedimentarono prima depositi alluvionali e lacustri poi depositi di piana tipo braided. La seconda fase, molto estesa arealmente, rappresentava il sintomo di una forte diminuzione della subsidenza e del colmamento del Bacino. Al termine della subsidenza seguì un generale sollevamento dell'intera regione durante il quale si alternarono periodi di modellamento erosivo e periodi di sedimentazione rappresentati da depositi alluvionali indicanti un paleo-trasporto verso i quadranti settentrionali (da Giannadrea et al., 2003). Il nome del geosito è suggerito proprio dall'affioramento sul versante del risultato della progradazione altimetrica di fasi alluvionali che trovano il culmine nei depositi conglomeratici di Serra Corneta.
Il versante è caratterizzato da fenomeni di erosione e deposizione molto spinti materializzati da profonde incisioni, in corrispondenza di fratture causate dalla deformazione plestocenica del Bacino di Sant'Arcangelo, da forme di erosione selettiva soprattutto al passaggio dai litotipi conglomeratici a quelli sabbiosi o argillosi, da forme di erosione calanchiva nei termini argillosi, da frane per crollo, scivolamento e colata, da conoidi di deiezione e detriti di versante.
La completa esposizione sul versante dei rapporti strutturali e deposizionali di sequenze terrigene che testimoniano le fasi di subsidenza e di colmamento del bacino consentono di riconoscere per il sito una elevata valenza scientifica. La varietà di forme esposte dona al versante uno scenario unico difficilmente riscontrabile in altri siti dello stesso Appennino Lucano. In Località Serra Cerrosa è esposto l'intero catalogo dei processi morfogenetici di versante tanto che può essere identificato come un laboratorio di studio a cielo aperto della Geomorfologia con elevatissima valenza didattico-educativa, unico nel suo genere lungo tutto l'Arco Appenninico. 

 
5) Geosito dei "Terrazzi del Sinni"
Posizione geografica coord. UTM 33N - WGS84:
611969,94 E;
4443752,85 N;
Quota 260 m s.l.m.
Descrizione:
Il geosito è ubicato nel Comune di Senise. Si accede dalla S.S. 653 Sinnica al km 43+150.
Nella media Valle del Fiume Sinni, alla confluenza con il T.te Serrapotamo, affiorano estesi terrazzi fluviali antichi prodotti dalla fase di modellamento, successiva al colmamento del Bacino di Sant'Arcangelo, consistente in una vasta superficie erosiva degradante verso Nord sulla quale si impostò il reticolo idrografico del Fiume Sinni. Sui versanti di questo settore della Valle del Sinni la sequenza dei terrazzi si presenta asimmetrica in quanto solo in sinistra idrografica, degradante da quota 380 m s.l.m. a quota 240 m s.l.m., si riesce a classificare fino a Otto ordini di terrazzo, con scarpate che superano anche i dieci metri negli ordini più bassi, mentre sulla sponda destra si riconoscono solo Tre ordini di terrazzo dei quali i più alti sono identificabili nelle località Piano Codicino e Piano delle Rose. Tale asimmetria si può ricondurre alle fasi deformative del Bacino di Sant'Arcangelo interessato a più riprese, durante il Pleistocene, da movimenti trascorrenti e dagli effetti del sollevamento della Dorsale di Valsinni. Le successioni terrazzate costituite da conglomerati clasto e matrice-sostenuti immersi in una matrice sabbioso-limosa e limoso-argillosa di colore brunastro, poggiano in discordanza stratigrafica sui depositi sabbiosi e argillosi plio-pleistocenici del Bacino. Per le caratteristiche litologiche i terrazzi sono ancora oggi sede di estesi orti per la coltivazione dei prodotti agricoli tipici del luogo tra i quali assume rilievo particolare il noto “Peperone di Senise” insignito del marchio IGP.
La relazione fra l'evoluzione morfologica dei versanti del Sinni e le fasi deformative che hanno interessato il settore meridionale del Bacino di Sant'Arcangelo forniscono un campo di lettura, di sicuro interesse per la comprensione delle dinamiche tettoniche del Quaternario. Le vaste superfici terrazzate alla confluenza tra il Sinni ed il Serrapotamo occupate da numerosi campi agricoli rendono lo scenario di tale porzione della Valle molto suggestivo dall'elevato valore Scenico-estetico.
La completa e chiara sequenza di Otto ordini di terrazzo, molto rara tra i numerosi reticoli idrigrafici dell'Appennino Lucano, può rappresentare un utile laboratorio di studio del reticolo idrografico e delle dinamiche di versante fluviale.

 
 
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